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Arianna nella mente della Petrarca pallamano

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Arianna Mirelli, classe 1998 è il capitano della Petrarca pallamano Arezzo, che quest’anno in occasione del cinquantenario, partecipa per la prima volta al campionato di serie A2 femminile

Arezzo, 4 marzo 2026 – Arianna nella mente della Petrarca. Arianna Mirelli, classe 1998 è il capitano della Petrarca pallamano Arezzo, che quest’anno in occasione del cinquantenario, partecipa per la prima volta al campionato di serie A2 femminile. Di ruolo centrale, è la mente della squadra e colei che detta i tempi di gioco, gestisce le situazioni difficili e anima lo spogliatoio.

Arianna Qual è l’aspetto più unico o emozionante del vostro sport che i non addetti ai lavori spesso non colgono?

L’aspetto peculiare della pallamano è sicuramente lo spirito di collaborazione. Senza la squadra non ti senti nessuno anche se sei un giocatore molto valido. A me piace arrivare in palestra e vedere che siamo tutte presenti ad allenarci, poter scambiare due chiacchiere con ognuno e provare insieme le cose. Un altro grande pregio di questo sport è sapere che se una cosa non riesce c’è sempre un’alternativa o un piano B da poter mettere in atto. A pallamano tutti provano tutto. Che poi, alla fine, collaborazione e possibilità di scelta, in questo ambito sono spesso collegate; se un giorno il tuo compagno non è in forma nel tiro può comunque dare il proprio contributo in difesa, nel girare la palla e nel sostenere gli altri giocatori. Non ci sono compiti specifici e questo rende la pallamano uno sport adattabile e con responsabilità condivise.

Oltre alle abilità fisiche, quali sono le qualità mentali fondamentali che un giocatore deve avere per eccellere in questo sport?

Credo che un pallamanista, più di altri sportivi, abbia bisogno di un forte autocontrollo. In partita è essenziale mantenere la calma e saper gestire la frustrazione. Spesso, infatti, capita di ribaltare il risultato non tanto con il fisico quanto con la mente. I sessanta minuti di gioco diventano estremamente faticosi quando sei in campo e ti ritrovi a subire falli, a volte anche provocatori. Il contatto fisico è alla base della pallamano ed é uno degli aspetti più complicati da allenare. Il giocatore perfetto, oltre alle doti fisico-tecniche, deve avere una grande testa.

Qual è stato il momento saliente della tua carriera o della storia recente della squadra che, secondo te, meglio rappresenta lo spirito di questo sport?

Nei miei ricordi passati ho tantissimi momenti di gioia condivisa con la pallamano e con le mie compagne di squadra. Una recente soddisfazione é stata nella partita di A2 giocata alle Caselle contro il Chieti, in cui siamo riuscite a strappare una vittoria alle avversarie. Abbiamo giocato con la giusta mentalità, senza farci prendere dalla fretta e dai nervosismi individuali, puntando nella stessa direzione ma portando avanti il risultato, azione dopo azione. Siamo state molto contente di esserci fatte questo regalo e di aver provato a ripagare l’impegno di una società e di persone che ci dedicano tempo ed energia con grande passione. Lo dovevamo soprattutto al nostro allenatore. C’è da dire che la squadra si é stabilizzata con presenze e nuovi ingressi solo da un paio di anni e non è semplice capirsi e creare la collaborazione per giocare al meglio. In campo si scende in 7 ma con un unico spirito di squadra. È importante guardarsi, muoversi insieme, fare gioco e, perché no, anche esultare o piangere insieme.

Che consiglio daresti a un giovane che vorrebbe avvicinarsi a questo sport per la prima volta?

Il bello della pallamano, secondo me, é che è uno sport complesso ma aperto a tutti. Non servono specifiche abilità o caratteristiche fisiche ma si modella alla persona e al ruolo che essa coprirà. Purtroppo in Italia non é particolarmente conosciuto ma racchiude gesti motori di tanti altri sport e li mette insieme per un connubio di spettacolarità e competizione. Ad un piccolo curioso della pallamano direi “sei pronto ad abbracciare nuove amicizie in una sfida emozionante, senza dimenticare di divertirti?”

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04 marzo 2026

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